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Clinica privata a Treviso – Via Monfenera 14 – tel 0422.1342402

Ci sono disturbi di cui non sempre si parla con facilità, soprattutto nel mondo del benessere intimo femminile. Tra questi possiamo trovare piccole perdite, una sensazione di peso nella zona pelvica, dolore o fastidio durante i rapporti. Tutti questi sintomi, che a volte vengono sopportati a lungo perché considerati una conseguenza inevitabile della gravidanza, del parto o dell’età, possono avere un unico comune denominatore: il pavimento pelvico.

Nell’articolo di oggi vediamo cos’è, quali problematiche possono interessarlo ma soprattutto come comportarsi in questi casi.

Pavimento pelvico femminile: che cos’è e quali funzioni svolge

Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli e tessuti che chiude il bacino nella parte inferiore. Possiamo immaginarlo come una struttura di sostegno su cui poggiano vescica, utero e retto. È attraversato dall’uretra, dalla vagina e dal canale anale e partecipa a funzioni molto diverse tra loro:

  • contribuisce al sostegno degli organi pelvici;
  • interviene nel controllo della minzione e dell’evacuazione;
  • è coinvolto nella funzione sessuale;
  • aiuta a gestire le variazioni della pressione addominale durante il respiro, il movimento e gli sforzi;
  • lavora insieme al diaframma, agli addominali e alla muscolatura profonda del tronco, contribuendo alla stabilità del corpo.

Per funzionare bene, questa muscolatura deve sapersi attivare, mantenere una contrazione quando serve e poi rilassarsi. Forza, elasticità e coordinazione permettono di adattare la risposta muscolare alle diverse azioni.

Come il pavimento pelvico cambia nelle diverse fasi della vita

Contrariamente alla credenza comune, la salute del pavimento pelvico femminile non riguarda soltanto il post parto. Sollecitazioni, cambiamenti corporei e abitudini possono modificarne la funzione in momenti diversi della vita, con effetti differenti da persona a persona.

Nella vita quotidiana e durante l’attività fisica

Azioni comuni come tossire, starnutire, sollevare un peso, correre o saltare aumentano per un breve momento la pressione all’interno dell’addome. In condizioni normali, il pavimento pelvico partecipa alla gestione di questa pressione con una risposta coordinata.

Se la muscolatura però non riesce ad adattarsi in modo efficace, proprio queste situazioni possono far emergere alcuni dei disturbi menzionati all’inizio del nostro articolo. Ciò non significa che l’attività fisica debba essere evitata, anzi: il sintomo va inquadrato per capire come gestire meglio pesi, respiro e movimento.

Durante la gravidanza e nel post parto

In gravidanza il pavimento pelvico sostiene carichi progressivamente maggiori e si adatta ai cambiamenti del corpo. Il parto può sottoporre muscoli e tessuti a un’ulteriore sollecitazione. Questo fa sì che, nel periodo successivo, possano comparire perdite, pesantezza, dolore o una minore percezione della muscolatura.

Quando sono lievi e transitori, queste alterazioni possono accompagnare il normale recupero dopo il parto, mentre i tessuti guariscono e la muscolatura ritrova gradualmente la propria funzione. I tempi variano però da persona a persona: se le difficoltà non migliorano, sono intense o condizionano le attività quotidiane, una valutazione aiuta a capire come intervenire.

Con il passare degli anni

Come accade a molte altre strutture del corpo, il tempo può far cambiare la qualità dei tessuti, la forza e la coordinazione muscolare. Inoltre altri fattori come stitichezza ricorrente, tosse persistente o sforzi ripetuti possono incidere negativamente su questo tipo di quadro clinico.

Questo non significa però che sintomi collegati al pavimento pelvico debbano essere accettati automaticamente come parte dell’invecchiamento. Un percorso fisioterapico e un giusto indirizzo professionale possono aiutare a migliorare di molto la qualità della vita. In M2 Clinic a Treviso ci occupiamo di casi diversi per permettere alle nostre pazienti di vivere al meglio ogni fase della vita, contattaci per un appuntamento.

Quali segnali possono indicare una disfunzione del pavimento pelvico

All’inizio del nostro articolo abbiamo elencato una serie di disturbi correlati ad un problema del pavimento pelvico, ma una disfunzione può manifestarsi in modi diversi. Tra i segnali più frequenti rientrano:

  • perdite di urina durante un colpo di tosse, uno starnuto, una risata o un’attività fisica;
  • difficoltà nel controllo urinario o fecale;
  • bisogno urgente o molto frequente di urinare;
  • senso di peso o di ingombro nella zona vaginale;
  • dolore pelvico persistente o ricorrente;
  • fastidio o dolore durante i rapporti;
  • difficoltà a percepire, attivare o rilassare la muscolatura;
  • problematiche comparse durante la gravidanza o dopo il parto.

Lo stesso sintomo può avere cause differenti. Una perdita, per esempio, non dimostra da sola che il pavimento pelvico sia debole, così come il dolore non basta per stabilire quale trattamento serva. Una valutazione professionale specialistica serve a dare un significato ai sintomi, non a trasformare ogni piccolo episodio in un motivo di preoccupazione.

Pavimento pelvico debole o troppo contratto?

Si tende spesso ad associare la salute pelvica agli esercizi di contrazione. In realtà, una muscolatura efficiente non deve soltanto essere forte: deve anche riuscire a rilasciarsi e ad attivarsi nel momento giusto.

Un pavimento pelvico debole può avere difficoltà a produrre una contrazione efficace o a mantenerla nel tempo. Questo può ridurre la capacità di sostenere gli organi e di rispondere agli aumenti di pressione.

Un pavimento pelvico troppo contratto, invece, può faticare a rilassarsi completamente. La tensione può associarsi a dolore o fastidio durante i rapporti. In altri casi la difficoltà riguarda soprattutto la coordinazione con il respiro e con il movimento.

Queste condizioni non sono sempre nettamente separate e i sintomi possono sovrapporsi. Per questo gli esercizi di Kegel, basati sulla contrazione volontaria, non sono adatti indistintamente a tutte. Se la muscolatura è già eccessivamente attiva, continuare a contrarla senza imparare a rilasciarla può non rispondere al problema.

Cosa sono gli esercizi di Kegel?

Gli esercizi di Kegel coinvolgono i muscoli del pavimento pelvico e possono contribuire a migliorarne forza, resistenza e controllo quando la muscolatura è debole. Consistono nel contrarre volontariamente questi muscoli e nel rilassarli completamente dopo ogni attivazione.

Per individuare il movimento, si può immaginare di voler trattenere contemporaneamente l’urina e i gas: la sensazione dovrebbe essere quella di una chiusura e di un leggero sollevamento verso l’interno. Durante l’esercizio è importante continuare a respirare normalmente, senza irrigidire addome, glutei o cosce.

Le contrazioni possono essere lente e mantenute oppure brevi e rapide. Gli esercizi possono essere eseguiti da sdraiate, sedute o in piedi, seguendo un programma adattato alle caratteristiche della persona.

Come si svolge la valutazione del pavimento pelvico

Affrontare un argomento così intimo può creare imbarazzo o qualche timore. Il primo incontro è quindi anche uno spazio di ascolto, nel quale descrivere le proprie difficoltà con i propri tempi e chiarire eventuali dubbi. La valutazione segue alcuni passaggi:

  1. Dialogo iniziale
    Si raccolgono informazioni sui disturbi, sul momento in cui sono comparsi e sulle condizioni in cui si presentano.
  2. Impatto sulla quotidianità
    Si considera quanto i sintomi influenzino attività fisica, lavoro, abitudini e vita intima, così da definire obiettivi concreti.
  3. Valutazione funzionale
    La professionista osserva le capacità che interessano il pavimento pelvico e individua eventuali difficoltà di attivazione, rilassamento, percezione o coordinazione. Le modalità vengono scelte in base alla situazione e condivise con la paziente.
  4. Condivisione e pianificazione
    Quanto emerso viene spiegato in modo chiaro e diventa la base per stabilire il percorso terapeutico.

Non esiste quindi una seduta identica per tutte: la valutazione permette di scegliere tecniche coerenti con le caratteristiche e necessità personali.

Riabilitazione del pavimento pelvico: quali terapie proponiamo in M2 Clinic

Da noi, in M2 Clinic, il percorso può comprendere esercizi mirati, tecniche manuali, biofeedback, educazione alla consapevolezza corporea e indicazioni per la vita quotidiana. Questi strumenti non vengono utilizzati in modo automatico o secondo una sequenza fissa, ma selezionati e combinati a partire dalla valutazione.

Esercizi mirati di rinforzo e rilassamento

Durante le sedute la professionista guida la paziente nel riconoscere la sensazione di contrazione e di rilassamento del pavimento pelvico. Gli esercizi possono essere eseguiti da sdraiate o sedute, in piedi o durante semplici movimenti.

Se è necessario aumentare forza e resistenza, il programma può comprendere contrazioni lente, mantenute per alcuni secondi, oppure contrazioni più brevi e rapide. La fisioterapista controlla che il movimento coinvolga i muscoli corretti, senza trattenere il respiro o irrigidire inutilmente addome, glutei e cosce.

Quando la muscolatura è troppo contratta, il lavoro è invece orientato al rilassamento attraverso la respirazione, posizioni specifiche e movimenti guidati. Gli esercizi vengono poi trasferiti nelle situazioni quotidiane in cui compaiono i sintomi, come tossire, sollevare un peso o svolgere attività fisica.

Durata, numero di ripetizioni e progressione dipendono da quanto emerso durante la valutazione. La paziente può ricevere anche esercizi da svolgere a casa, dopo averne appreso correttamente l’esecuzione.

Tecniche manuali

Quando sono presenti tensioni o rigidità, la fisioterapista può intervenire con pressioni, mobilizzazioni e tecniche di rilascio eseguite con le mani. Il trattamento può interessare i tessuti e i muscoli dell’area addominale, del bacino e delle zone collegate alla funzione del pavimento pelvico.

Le modalità cambiano in base al disturbo e alla zona da trattare. Ogni tecnica viene illustrata prima di essere eseguita e concordata con la paziente, nel rispetto della sua sensibilità e del suo consenso.

Biofeedback per imparare a controllare la muscolatura

Durante il biofeedback uno o più sensori rilevano l’attività dei muscoli del pavimento pelvico e la mostrano attraverso un segnale visibile su uno schermo o, a seconda dello strumento, attraverso un suono.

La paziente esegue le contrazioni o gli esercizi di rilassamento indicati dalla professionista e può osservare in tempo reale la risposta della muscolatura. Il segnale permette di capire, per esempio, se la contrazione è efficace, quanto viene mantenuta e se i muscoli riescono a rilassarsi completamente.

Il biofeedback non contrae i muscoli al posto della paziente, ma offre un riscontro immediato che facilita l’apprendimento del movimento corretto. Viene utilizzato quando la percezione o il controllo della muscolatura risultano difficili.

Il percorso con la dott.ssa Fanni Ceschin

A occuparsi del benessere del pavimento pelvico in M2 Clinic è la dottoressa Fanni Ceschin, fisioterapista specializzata in questo ambito. Laureata in Fisioterapia presso l’Università di Padova, ha conseguito un Master universitario in Riabilitazione del Pavimento Pelvico all’Università di Valencia. Una professionista che alla competenza clinica unisce una particolare attenzione agli aspetti emotivi e personali che possono accompagnare difficoltà tanto intime. Sentirsi ascoltate, potersi esprimere senza imbarazzo e comprendere meglio ciò che accade nel proprio corpo sono infatti parte integrante del trattamento. Contattateci per fissare un appuntamento o ricevere maggiori informazioni.

Il benessere è il punto di arrivo di ogni percorso di trattamento in M2 Clinic. Siamo a vostra disposizione per accompagnarvi con ascolto e assistenza in ogni fase.

Articolo revisionato dal dott. Marco Capuzzo, chirurgo ortopedico

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