Il mal di schiena è una delle condizioni più frequenti e, molto spesso, sottovalutate. A renderlo così comune contribuiscono anche la tendenza alla sedentarietà e le molte ore trascorse in posizioni statiche: in Italia infatti, tra i 18 e i 69 anni, la quota di adulti sedentari è stimata intorno al 28% (1). Nella guida di oggi vedremo le cause più comuni legate al mal di schiena, come comportarsi in caso di dolore e come ridurre il rischio di ricadute.
Quando serve una visita: i quadri più comuni
Soffri o hai sofferto di mal di schiena? Non rassegnarti alla sua comparsa: capire meglio che tipo di dolore hai e da cosa può dipendere è il primo passo per riprendere una vita normale e attiva.
Lombalgia non specifica o meccanica
La lombalgia non specifica (o “meccanica”) è un dolore nella parte bassa della schiena senza segni di una patologia particolare. Spesso è influenzata da più fattori:
- posture scorrette mantenute, ad esempio per molte ore davanti al PC
- sedentarietà e mancanza di attività fisica
- qualità del sonno
- stress, che può aumentare tensione e sensibilità al dolore
https://www.iss.it/-/in-italia-il-28-degli-adulti-e-sedentario-picco-in-campania-col-50-
Se il mal di schiena cambia con il movimento o con la posizione, si manifesta con rigidità e compare soprattutto dopo molte ore alla scrivania, è possibile che rientri in questo quadro.
In molti casi bastano strategie mirate: ergonomia della postazione di lavoro, pause, ripresa graduale dell’attività. Se però il dolore diventa ricorrente o limita lavoro e sonno, una visita e un percorso di fisioterapia e attività motoria guidata possono aiutare a risolvere il problema e ridurre le recidive.
Contrattura o sovraccarico muscolare
In questa casistica ci riferiamo a un sovraccarico dei muscoli (e delle strutture vicine) o a una loro contrazione involontaria che compare come risposta di difesa a un movimento: entrambi possono provocare dolore e rigidità. Posture errate prolungate (molte ore seduti o in piedi) oppure un picco di sforzo non abituale possono favorire l’insorgenza di questo quadro.
Il dolore è spesso più localizzato, peggiora con alcuni movimenti e può dare la sensazione di rigidità. Attività lieve e calore possono dare sollievo, ma “aspettare e basta” non sempre è sufficiente: correggere abitudini e riprendere a muoversi in modo progressivo è spesso la chiave per evitare che il problema si ripresenti.
Il “colpo della strega”
Con “colpo della strega” si indica una lombalgia acuta che compare generalmente all’improvviso, con un forte dolore nella zona lombare e una sensazione di blocco, come se la schiena non “rispondesse” più al movimento. In genere nasce dopo uno sforzo, o un gesto rapido, e può portare a irrigidire la muscolatura in modo protettivo: il corpo limita i movimenti per difendere l’area dolente.
Di solito il dolore resta localizzato e inizialmente è buona norma non sforzare la schiena, ma attendere una distensione muscolare senza però rimanere fermi troppo a lungo (magari aiutandosi con impacchi e massaggi delicati)
Lombosciatalgia/sciatalgia
A differenza della lombalgia “localizzata”, nella lombosciatalgia o sciatalgia il dolore può irradiarsi verso gluteo e gamba a causa di irritazione/compressione radicolare oppure dolore riferito: la visita serve a distinguere i quadri.
Il dolore può essere più acuto, simile al bruciore o “a scossa”, e può accompagnarsi a formicolii, intorpidimento o, in alcuni casi, debolezza.
Una visita ortopedica aiuta a comprendere il quadro clinico e a impostare un percorso di fisioterapia e attività fisica guidata, con progressioni adatte alla situazione, per ridurre il rischio di recidive e migliorare la qualità di vita.
Radicolopatia da ernia/protrusione discale
A volte il mal di schiena può essere legato a un’ernia o protrusione del disco: una parte del disco intervertebrale (il “cuscinetto” tra due vertebre) può spostarsi e spingere su una radice nervosa, provocando dolore.
Attenzione: non sempre ernia significa chirurgia. Nella maggior parte dei casi il primo approccio è conservativo e include educazione al movimento, esercizi progressivi e fisioterapia; la chirurgia si valuta se i sintomi persistono o se ci sono indicazioni specifiche.
Per la gestione del dolore, dopo valutazione specialistica, può essere indicata l’ozonoterapia. Presso la nostra clinica a Treviso possiamo offrire questi trattamenti direttamente in sede nella metodologia più indicata per il singolo paziente: contattaci per saperne di più.
Artrosi/spondilosi
In alcuni casi il dolore può essere associato a cambiamenti degenerativi di dischi e articolazioni vertebrali.
Quando questi mutamenti sono rilevanti, i sintomi possono presentarsi “a fasi”, con rigidità e riacutizzazioni. Una visita specialistica aiuta a definire il percorso più adatto per gestire i picchi di dolore e mantenere una routine minima.
Integrare una regolare attività motoria guidata e imparare a gestire i carichi possono fare la differenza rinforzando la muscolatura e migliorando la tolleranza alle attività quotidiane.
Mal di schiena infiammatorio e spondiloartrite assiale
In questa panoramica vale la pena citare anche il mal di schiena di tipo infiammatorio, generalmente meno comune dei quadri meccanici. Questa patologia può presentarsi con dolore notturno e rigidità mattutina importante, che tende a migliorare con il movimento.
In questi casi è utile una valutazione medica mirata per orientare correttamente gli approfondimenti e l’eventuale invio allo specialista appropriato. Se il sospetto viene confermato, serve una gestione medica specifica; la fisioterapia e l’esercizio restano spesso parte del percorso di supporto, ma non sono l’unico trattamento.
Se ti ritrovi in una di queste casistiche contattaci. Possiamo aiutarti a ritrovare il benessere e la libertà nelle attività quotidiane nella nostra clinica ortopedica a Treviso.
Meglio riposo o movimento con il mal di schiena?
È vero: ogni tipologia di mal di schiena porta con sé esigenze diverse. Però esiste un principio generale che vale spesso nei quadri non complicati: muoversi nel limite del tollerabile tende a favorire il recupero più del “fermarsi del tutto”.
Perché stare fermi “a lungo” di solito non aiuta
Anche se nella fase più acuta può servire ridurre alcuni sforzi, è generalmente consigliabile mantenersi in attività e in movimento.
Restare fermi troppo a lungo può aumentare rigidità e ridurre forza e stabilità; al contrario, l’attivazione graduale aiuta a ridurre la paura del movimento e la tendenza a proteggersi troppo, rendendo più semplice il ritorno alle attività quotidiane.
Cosa significa “muoversi” in modo sicuro
Soprattutto nelle fasi acute, “muoversi” significa mantenere una normale attività quotidiana, non allenarsi in modo intenso. Un allenamento non guidato, nel momento sbagliato, può peggiorare i sintomi.
Quindi sì a camminate brevi, cambi di postura e pause frequenti; gli esercizi specifici vanno scelti con criterio e, generalmente, su indicazione di fisioterapista o chinesiologo.
Inizialmente, quando il dolore è ancora presente, possono aiutare esercizi semplici come quelli riportati nella tabella qui di seguito.
Postura al PC e consigli utili
Per chi lavora molte ore al PC è essenziale, oltre a integrare attività fisica nella quotidianità, mettere in atto alcune accortezze utili a ridurre sovraccarichi e ricadute, vediamone alcune:
- valutare con attenzione l’altezza della propria seduta e preferirne una con supporto lombare
- appoggiare i piedi a terra o a un poggiapiedi inclinato (ottima soluzione anche per la circolazione)
- mantenere una distanza corretta con il monitor (in relazione alla sua grandezza) e posizionarlo in modo tale che il collo sia in postura neutra, quindi non troppo inclinato verso il basso, né verso l’alto
- il posizionamento della tastiera dovrebbe essere in linea con i gomiti per riuscire a mantenere le spalle rilassate, idealmente con un supporto per gli avambracci
- nell’utilizzo del mouse è importante fare attenzione al posizionamento del polso in modo che non si trovi in posizioni estreme (troppo piegato o sotto sforzo)
- inserire nella propria routine lavorativa delle pause: oltre ad essere ottima per evitare un sovraccarico mentale, una pausa permette anche un cambio di posizione, magari qualche passo e allungamento.
Percorso M2 Clinic a Treviso: cosa puoi aspettarti
La nostra forza risiede in un team multidisciplinare capace di lavorare in sincrono per aiutare la persona a tornare a una vita completa e attiva. Pensiamo al tuo benessere, non solo alla tua patologia.
Se ti presenterai da noi con un mal di schiena ecco quello che potrai aspettarti:
Diagnosi: cosa causa il tuo mal di schiena?
Inizialmente una visita darà un nome a quello che sta causando il tuo mal di schiena. Conoscere il problema è il primo passo per una terapia mirata ed efficace.
Per arrivare alla diagnosi partiamo sempre da una valutazione presso la nostra clinica a Treviso e, se sono utili esami aggiuntivi, accompagniamo il paziente anche in questa fase, evitando percorsi “a tentativi” o non coordinati.
Una volta definito il quadro clinico, si apre la strada per un trattamento mirato, specifico e costruito sulla persona, non standardizzato e impersonale.
Terapia: come tornare ad una vita normale
In relazione a quanto emerso dalla diagnosi, le strade in cui si può articolare la terapia sono molteplici e spesso interconnesse tra loro:
- Fisioterapia manuale
- Percorsi riabilitativi
- Ozonoterapia per ridurre il dolore
- Attività motorie guidate
M2 Space
All’interno della clinica si trova l’M2 Space, uno spazio polifunzionale dedicato ai percorsi riabilitativi e all’attività motoria one-to-one: schede di lavoro su misura, supporto tecnico e continuità nel percorso. Qui strutturiamo programmi di ginnastica riabilitativa, riabilitazione atletica, rieducazione motoria, riabilitazione posturale e prevenzione degli infortuni muscolari.
Se, una volta superato il dolore, vorrai continuare a migliorare la tua condizione fisica, potrebbe essere il momento per un M2 Wellness Check-up: un format dedicato a chi desidera ritrovare equilibrio psicofisico grazie alla consulenza integrata di nutrizionista, personal trainer e fisioterapista.
Non rassegnarti a una condizione che credi inevitabile: contattaci, insieme possiamo trovare un modo per aiutarti a tornare ad una vita libera dal dolore e di pieno benessere. La nostra clinica a Treviso ti aspetta con la migliore équipe e tutti gli strumenti per accompagnarti in questo percorso.
Articolo revisionato dal dott. Marco Capuzzo, chirurgo ortopedico