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Clinica privata a Treviso – Via Monfenera 14 – tel 0422.1342402

La cuffia dei rotatori è un importante gruppo di tendini e muscoli che serve a mobilizzare l’articolazione principale della spalla (gleno-omerale). L’infiammazione o la lesione di parti di questo sistema può provocare dolore (anche notturno a riposo) e rendere difficile i gesti quotidiani. In questa guida spiegheremo come riconoscere i segnali delle varie patologie e come comportarsi in ogni casistica. Il dolore non va mai sottovalutato, potrebbe essere un campanello d’allarme per iniziare un percorso integrato di ortopedia e fisioterapia.

Patologie della cuffia e sintomi da riconoscere

Come dicevamo in apertura, la cuffia dei rotatori è formata da diverse componenti: 4 muscoli principali (sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare) e i rispettivi tendini. In relazione a quale di questi componenti è colpito da una patologia avremo diversi tipi di dolore e diagnosi.

Tendinopatia/tendinite

Si tratta di una problematica degenerativa o infiammatoria che coinvolge il tendine, spesso quello del sovraspinato. Colpisce di frequente chi, per lavoro o attività sportiva, utilizza molto il braccio sopra la testa.

I sintomi della tendinopatia/tendinite sono generalmente:

  • Dolore nella parte anteriore e laterale della spalla che peggiora sollevando il braccio tra i 60 e i 120°
  • Dolore notturno
  • Rigidità


Come si diagnostica:
Con una visita ortopedica con test funzionali (test che valutano la capacità di svolgere un determinato movimento) in quanto vanno sempre escluse lesioni tendinee.

In linea generale il trattamento per questa patologia è di tipo conservativo e non chirurgico, prevede quindi fisioterapia e terapia infiltrativa (PRP-Platelet Rich Plasma o steroidea)

Impingement subacromiale

Si tratta di un “conflitto” di tipo meccanico nello spazio sotto l’acromion (una parte della scapola) dove scorrono i tendini. A causa di questa condizione i tendini risultano compressi, se non trattata può, in alcuni casi, portare alla degenerazione degli stessi. Le cause possono essere diverse, tra le più comuni: squilibrio dei muscoli della cuffia dei rotatori, eccessivo sovraccarico dell’articolazione o una determinata conformazione anatomica.

I sintomi dell’impingement spalla (subacromiale) sono generalmente:

  • Dolore che aumenta nei movimenti sopra la testa, di apertura del braccio o nella flessione in avanti
  • Sensazione di pinzamento
  • Dolore anche notturno o a riposo


Come si diagnostica:
Tramite una visita ortopedica con test provocativi (test in cui viene utilizzato uno stimolo per indurre una risposta specifica). Un RX può essere utile a valutare spazio e forma ossea, eventuale risonanza magnetica può essere richiesta per verificare lo stato dei tendini.

L’approccio iniziale è riabilitativo (si lavora su: mobilità, controllo scapolare, rinforzo della cuffia, rieducazione del gesto). Possono essere valutate delle terapie per il dolore nella fase acuta (farmaci o infiltrazioni).

Lesioni parziali/a tutto spessore

In questo caso parliamo di una lesione parziale o completa di uno o più tendini della cuffia. La motivazione può essere legata ad una degenerazione o a un trauma (caduta, incidente…).

I sintomi della lesione parziale/a tutto spessore sono:

  • Dolore, anche a riposo (ad esempio se si dorme sul lato dolente)
  • Debolezza nel sollevare o ruotare il braccio


Come si diagnostica: C
on una visita ortopedica per individuare la rottura. Un’eventuale risonanza magnetica può essere richiesta per pianificare il percorso adatto di ripresa.

La gestione di questa patologia varia per estensione, età, richieste funzionali e risposta alla terapia conservativa. Come sempre l’approccio chirurgico (generalmente in artroscopia) è l’ultima spiaggia.

Tendinite calcifica

Si tratta della presenza di depositi di calcio nel tendine (più spesso nel sovraspinato). Non è “calcio in eccesso” nella dieta ma è un processo locale del tendine che attraversa fasi differenti (formazione e possibile riassorbimento).

I sintomi della tendinite calcifica sono:

  • Crisi dolorose intense (anche a riposo o di notte)
  • Alternato a dolore modesto nelle fasi di remissione

     

Come si diagnostica: Generalmente con una radiografia, prescritta dopo visita ortopedica, che evidenzia i depositi. Un’ecografia può essere utile per definire il corso d’azione.

La maggior parte dei casi risponde bene ad una terapia conservativa. Nei casi resistenti vengono usate onde d’urto o lavaggio percutaneo ecoguidato per frammentare/aspirare il deposito.

Borsite subacromiale

Si tratta dell’infiammazione della borsa, il “cuscinetto” sieroso tra acromion e tendini della cuffia. Generalmente la motivazione è da ricercarsi in movimenti ripetitivi, attrito e sforzi eccessivi.

I sintomi della borsite subacromiale sono:

  • Dolore diffuso sulla parte laterale della spalla che peggiora con movimenti sopra la testa
  • Sensibilità alla pressione
  • Dolore anche a riposo


Come si diagnostica: C
on una visita ortopedica e una risonanza magnetica. Inizialmente è importante una limitazione dei carichi e, per aiutare con il dolore, può essere indicata un’infiltrazione. Diventa poi cruciale una fase riabilitativa di rieducazione dei movimenti con eventuale terapia infiltrativa.

Hai qualcuno di questi sintomi? Contattaci per una valutazione e un percorso creato apposta per te a Treviso: ortopedia, fisioterapia e supporto all’attività sportiva.

Esami: quando ecografia, risonanza o RX

Spesso dopo una prima visita ortopedica presso il nostro centro a Treviso vengono prescritti degli esami diagnostici. Tra questi i più comuni sono la radiografia, l’ecografia e la risonanza magnetica. Vediamo brevemente in cosa consistono e per cosa sono utili.

Radiografia (RX)

Si tratta di un esame in cui viene usata una piccola dose di raggi X per “fotografare” le ossa della spalla e vedere calcificazioni e spazi articolari. Si tratta di una procedura veloce, dura pochi minuti e dà ottimi risultati per calcificazioni, artrosi e per valutare lo spazio subacromiale.

Ecografia

Uno degli esami più diffusi e meno invasivi, ma spesso non affidabile né esaustivo. Consiste nella creazione di immagini in tempo reale grazie ad una sonda appoggiata sulla pelle. Si rivela particolarmente utile per la diagnosi delle patologie della spalla perché può essere fatta con il braccio in movimento. Viene utilizzata per valutare rotture a tutto spessore e per guidare le infiltrazioni.

Risonanza magnetica

In questo caso vengono usati i campi magnetici per ottenere immagini molto dettagliate di tendini, muscoli, cartilagine e altre strutture. Risulta molto utile quando si sospetta una lesione e per pianificare interventi chirurgici.

Ogni esame prescritto all’interno del nostro percorso integrato M2 Clinic ha il solo scopo di orientare il trattamento in modo da poter agire in modo preciso e veloce. La coordinazione visita/esame/cure all’interno del nostro team multidisciplinare significa guadagnare tempo e tornare prima ad una situazione di benessere.

Cure, riabilitazione e prevenzione recidive

Una volta confermata la diagnosi, il recupero della propria attività e la gestione dello stato doloroso possono seguire diverse strade in relazione alla patologia e alla situazione specifica. Ogni paziente che si rivolge alla nostra clinica ortopedica a Treviso può contare su un approccio personalizzato e mirato ad un trattamento ad hoc.

Cure delle patologie della cuffia dei rotatori

Il primo obiettivo è ridurre il dolore e l’infiammazione, senza fermare del tutto la spalla. Nella fase iniziale puntiamo su una gestione del carico (ridurre o modificare i gesti che scatenano il dolore, soprattutto sopra la testa), strategie per il sonno (evitare il fianco dolente, usare un cuscino di supporto al braccio) e applicazione di ghiaccio nei momenti più fastidiosi. I farmaci antinfiammatori si usano solo se prescritti e per periodi brevi. Se il dolore è marcato o c’è una borsite associata, un’infiltrazione può offrire sollievo rapido e permettere di iniziare a muoversi meglio. La chirurgia artroscopica si prende in considerazione quando, nonostante un percorso conservativo ben eseguito, persiste dolore/limitazione importante o in presenza di lesioni a tutto spessore in pazienti con elevate richieste funzionali. In ogni scenario, la cura è davvero efficace quando è integrata: decisioni condivise tra ortopedico e fisioterapista e passaggi temporali chiari.

Riabilitazione e ritorno all’attività

La riabilitazione è il cuore del recupero e procede per step, sempre adattati alla risposta della spalla. Si parte dal ripristino della mobilità e dal controllo del dolore (pendolarismi, mobilità scapolo-omerale guidata, attivazioni leggere), quindi si lavora sul controllo scapolare per migliorare il movimento fra scapola e omero. Quando i sintomi lo permettono si introducono esercizi di forza e resistenza per cuffia dei rotatori e stabilizzatori della scapola, con carichi e angoli di movimento progressivi e tollerati. L’ultima fase è la rieducazione del gesto per il rientro a lavoro o sport, con criteri oggettivi che riducono il rischio di recidiva: ROM (Range of Motion) completo o simmetrico e indolore, forza adeguata verificata con test funzionali, e capacità di eseguire i gesti chiave senza riacutizzazioni nelle 24-48 ore successive. Questo approccio permette un ritorno sicuro e stabile alle attività.

Prevenzione recidive

Prevenire significa mantenere nel tempo ciò che si è guadagnato. Programmiamo i carichi con incrementi graduali e giornate di scarico per dare al tendine il tempo di adattarsi. Nei gesti overhead (palestra e sport) curiamo la tecnica: allineamento scapolare, controllo del movimento, evitando “strappi” ed entro range non dolorosi. In palestra conviene mantenere una routine essenziale: mobilità scapolo-omerale, rinforzo della cuffia e degli stabilizzatori, con richiami periodici anche quando il dolore è passato. Nella vita quotidiana aiutano piccole accortezze: non dormire sul lato dolente nelle prime settimane, alternare le azioni sopra la testa con pause e, quando possibile, usare un appoggio per sollevare meno il braccio.

A Treviso, il team M2 Clinic costruisce con te un calendario di progressione e un set di esercizi “di mantenimento”, così il recupero diventa davvero duraturo. Contattaci e scopri tutto quello che possiamo fare per la tua spalla.

 

Caso clinico seguito dal dott. Marco Capuzzo

Situazione iniziale:
Paziente di 50+ anni con forte dolore alla spalla e mancanza di forza dell’arto superiore destro con limitazione marcata dell’articolarità attiva della spalla.

Diagnosi dopo visita e imaging:
Lesione massiva e irreparabile della cuffia dei rotatori.

Percorso intrapreso:
Intervento di transfer del gran dorsale sulla spalla destra con conseguente percorso di riabilitazione e fisioterapia a partire dal 15esimo giorno post operatorio. È stato scelto questo intervento per l’impossibilità di riparare la cuffia e per l’inefficacia dell’approccio conservativo.

Cos’è il transfer del gran dorsale?
È un intervento in cui l’estremità del tendine del gran dorsale viene staccata dalla sua inserzione originale e fissata in un nuovo punto sull’omero, così che questo muscolo possa aiutare i tendini della cuffia dei rotatori non riparabili. L’obiettivo è quello di ridurre il dolore e recuperare funzione. L’intervento ha una durata di 60-90 minuti e prevede un ricovero di 2 giorni seguiti da due settimane con tutore.

 

Risultati:
Alla visita dopo 40 giorni dall’operazione la paziente presenta un recupero funzionale completo dell’A.R.O.M. (Active Range of Motion) senza dolore alla spalla destra. Tutti i testi (Jobe, Yocum, Patte e Palm up-Bear Hug) sono risultati negativi.

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Un approccio completo, dalla visita iniziale al follow up può fare davvero la differenza nei tempi di recupero e nei risultati finali. Per questo scegliere la nostra clinica ortopedica a Treviso può essere la soluzione giusta in caso di dolore alla spalla: ti seguiamo in ogni fase della tua guarigione con competenza, strumenti e concretezza.

Contattaci e iniziamo insieme il percorso verso il benessere!

Articolo revisionato dal dott. Marco Capuzzo – Chirurgo Ortopedico

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